Facendo un bilancio generale, nei primi due anni di guerra la città di Palermo, pur fatta oggetto di alcuni attacchi aerei, non aveva subito particolari danni al patrimonio edilizio e monumentale. Solo nell’anno 1943, da gennaio a giugno, le forze alleate sferravano una serie di attacchi aerei con conseguenti bombardamenti provocando gravissimi danni
al tessuto edificato della città ed irreparabili perdite al patrimonio monumentale ed artistico.
All’indomani dell’occupazione di Palermo avvenuta il 22 luglio 1943, che avrebbe tagliato fuori tutta la parte occidentale dell’Isola, il quadro d’insieme dello stato dei monumenti danneggiati durante gli eventi bellici era piuttosto vasto e scoraggiante.
Palermo dopo una incursione aerea. 22/03/1943
Per una guerra «subita e sofferta in silenzio che aveva travolto e sconvolto sia il patrimonio costruito che tanta parte dei puri valori morali ed umani», nella sola città di Palermo si registravano, oltre alla perdita di circa il 40% dei vani disponibili per abitazione, danni e distruzioni su 119 complessi monumentali, così ripartiti:
- n.11 complessi totalmente distrutti;
- n.19 complessi semi-distrutti;
- n.12 complessi molto danneggiati;
- n.54 complessi danneggiati;
- n.23 complessi danneggiate lievemente118.
In essi si individuavano 86 edifici religiosi (chiese, oratori, conventi), 20 palazzi privati e
13 fra edifici e spazi di pubblico interesse.
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